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Sono un archeologo, laureato in Topografia di Roma antica, da sempre affascinato dalla Città Eterna.
In queste pagine proverò a raccontarvi Roma, attraverso l'archeologia, la storia e la tradizione.

Via dei Fori Imperiali

Via dei Fori Imperiali, Roma.
Tra il 1924 e il 1936 l’area dei Fori Imperiali fu sottoposta a un riassetto urbanistico: il quartiere Alessandrino, un tempo tra piazza Venezia e il Colosseo, venne smantellato per permettere la messa in luce dei Fori di Cesare, Augusto, Vespasiano, Nerva e Traiano, ma soprattutto per creare via dei Fori Imperiali.



Via del Velabro

Via del Velabro, Roma.

Il Velabrum fin dalle origini doveva apparire come una valle paludosa tra Palatino e Campidoglio, verso il Tevere; bonificata per larga parte con la costruzione della Cloaca Maxima alla fine del VI secolo a.C., rimase un’area a funzione commerciale fin oltre il VI secolo d.C.; testimonianza del toponimo, oltre che nell’omonima via, l’abbiamo nel nome della chiesa di San Giorgio al Velabro, Sancti Georgii ad Velum Aureum.


Via delle Terme di Tito

Via delle Terme di Tito, Roma.
Le Thermae Titi vennero fatte costruire da Tito e dedicate nell’80 d.C. a NE dell’Anfiteatro Flavio, occupando il versante SO del Colle Oppio e sovrapponendosi ad alcuni ambienti della Domus Aurea: fu infatti prerogativa della politica flavia il restituire a uso pubblico spazi occupati precedentemente da Nerone per la sua residenza privata.

Via di Ponte Rotto

Via di Ponte Rotto, Roma.
Ponte Rotto è il nome popolare dato al troncone sopravvissuto dell’antico Pons Aemilius, in passato detto anche Senatorio o Senatorum, Palatino o Lapideus. Primo ponte in pietra della città, i piloni vennero costruiti nel 179 a. C. e gli archi nel 142 a.C., in seguito al rifacimento dell’area del Forum Boarium, del portus Tiberinus e forse dopo una piena del 156 a.C.; venne restaurato nuovamente da Augusto tra il 12 e il 2 a.C.


Via della VII Coorte

Via della VII Coorte, Roma.
Con la riorganizzazione augustea della città nelle 14 regiones, vennero create 7 coorti dei vigili: ciascuna venne destinata al servizio antincendio di due regioni probabilmente confinanti, collocando in una di esse la caserma (statio) e nell’altra un corpo di guardia (excubitorium). Situato 8 m al di sotto del moderno piano di calpestio, l’excubitorium della Cohors Septima Vigilum fu scoperto nel 1866 nei pressi della chiesa di San Crisogono: fu adattato all’interno di un’abitazione privata del II secolo d.C., sulla cui parete S venne realizzata un’edicola dedicata al Genius excubitorii.

Via di Porta San Sebastiano

Via di Porta San Sebastiano, Roma.


La porta prende il nome di San Sebastiano in età cristiana, dedicata al santo che venne condannato a morte trafitto da frecce perché cristiano, e sepolto nelle vicinanze dopo il martirio. In origine fu chiamata logicamente Porta Appia, nome che perdurò fino al XII secolo, in quanto nuovo accesso alla città dalla via Appia dopo la costruzione delle Mura Aureliane nel 273.

Via di Porta San Lorenzo

Via di Porta San Lorenzo, Roma.


Detta anche Porta Taurina per la decorazione a bucranio marmoreo scolpito sulla chiave dell’arco, l’antica Porta Tiburtina venne creata da Aureliano sfruttando un fornice di un acquedotto, come ingresso alla città della via Tiburtina.

Nel Medioevo prese il nome di Porta Sancti Laurentii, per la vicina basilica di San Lorenzo fuori le Mura.