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Sono un archeologo, laureato in Topografia di Roma antica, da sempre affascinato dalla Città Eterna.
In queste pagine proverò a raccontarvi Roma, attraverso l'archeologia, la storia e la tradizione.

Via Licinia

Via Licinia, Roma.
La via è dedicata all’antica famiglia dei Licini, il cui maggior esponente fu Lucio Licinio Sura; connesse all'abitazione del politico e generale romano furono le Terme Surane, collegate alla sua ipotetica domus sotto Santa Prisca.


Via di Sant’Alessio

Via di Sant’Alessio, Roma.
Alessio, figlio del senatore Eufemiano, fuggì di casa ritirandosi in esilio per 17 anni. Tornato alla propria dimora sull'Aventino, ormai povero e invecchiato non fu riconosciuto da nessuno, ma gli venne concesso alloggio in un sottoscala, dove Alessio visse i restanti giorni della sua vita. Venne riconosciuto dai genitori solo dopo la sua morte.


Piazza Colonna

Piazza Colonna, Roma.
Dedicata post mortem a Marco Aurelio dal senato e dal popolo romano, la Columna Marci Aurelii Antonini eretta sulla via Flaminia, nell’area che fu il centro monumentale degli Antonini e ancora in situ nella piazza che prende appunto il nome di piazza Colonna.


Piazza di Pietra

Piazza di Pietra, Roma.
È probabile che il toponimo tragga origine dalle rovine del tempio del Divo Adriano, tuttora visibili dalla piazza e inglobati dal palazzo che fu orfanotrofio, poi Dogana Pontificia e attualmente Borsa Valori e Camera di Commercio.


Piazza Augusto Imperatore

Piazza Augusto Imperatore, Roma.
La piazza prende il nome dal grandioso Mausoleum Augusti, il mausoleo dinastico eretto dall’imperatore Augusto nel 28 a.C., sulla cui sommità svettava una sua statua bronzea. Il sepolcro, oltre le ceneri di Augusto, ospitò anche quelle di Marcello, Agrippa, Druso, Lucio e Gaio, Tiberio, Claudio 


Via delle Botteghe Oscure

Via delle Botteghe Oscure, Roma.
L’etimologia della via deriva dalla moltitudine di esercizi commerciali che si erano insediati dentro gli archi oscuri della Crypta Balbi, appunto delle “botteghe senza finestre” (o “ad apothecas obscuras”).


Via dei Fori Imperiali

Via dei Fori Imperiali, Roma.
Tra il 1924 e il 1936 l’area dei Fori Imperiali fu sottoposta a un riassetto urbanistico: il quartiere Alessandrino, un tempo tra piazza Venezia e il Colosseo, venne smantellato per permettere la messa in luce dei Fori di Cesare, Augusto, Vespasiano, Nerva e Traiano, ma soprattutto per creare via dei Fori Imperiali.



Via del Velabro

Via del Velabro, Roma.

Il Velabrum fin dalle origini doveva apparire come una valle paludosa tra Palatino e Campidoglio, verso il Tevere; bonificata per larga parte con la costruzione della Cloaca Maxima alla fine del VI secolo a.C., rimase un’area a funzione commerciale fin oltre il VI secolo d.C.; testimonianza del toponimo, oltre che nell’omonima via, l’abbiamo nel nome della chiesa di San Giorgio al Velabro, Sancti Georgii ad Velum Aureum.


Via delle Terme di Tito

Via delle Terme di Tito, Roma.
Le Thermae Titi vennero fatte costruire da Tito e dedicate nell’80 d.C. a NE dell’Anfiteatro Flavio, occupando il versante SO del Colle Oppio e sovrapponendosi ad alcuni ambienti della Domus Aurea: fu infatti prerogativa della politica flavia il restituire a uso pubblico spazi occupati precedentemente da Nerone per la sua residenza privata.

Via di Ponte Rotto

Via di Ponte Rotto, Roma.
Ponte Rotto è il nome popolare dato al troncone sopravvissuto dell’antico Pons Aemilius, in passato detto anche Senatorio o Senatorum, Palatino o Lapideus. Primo ponte in pietra della città, i piloni vennero costruiti nel 179 a. C. e gli archi nel 142 a.C., in seguito al rifacimento dell’area del Forum Boarium, del portus Tiberinus e forse dopo una piena del 156 a.C.; venne restaurato nuovamente da Augusto tra il 12 e il 2 a.C.


Via della VII Coorte

Via della VII Coorte, Roma.
Con la riorganizzazione augustea della città nelle 14 regiones, vennero create 7 coorti dei vigili: ciascuna venne destinata al servizio antincendio di due regioni probabilmente confinanti, collocando in una di esse la caserma (statio) e nell’altra un corpo di guardia (excubitorium). Situato 8 m al di sotto del moderno piano di calpestio, l’excubitorium della Cohors Septima Vigilum fu scoperto nel 1866 nei pressi della chiesa di San Crisogono: fu adattato all’interno di un’abitazione privata del II secolo d.C., sulla cui parete S venne realizzata un’edicola dedicata al Genius excubitorii.

Via di Porta San Sebastiano

Via di Porta San Sebastiano, Roma.


La porta prende il nome di San Sebastiano in età cristiana, dedicata al santo che venne condannato a morte trafitto da frecce perché cristiano, e sepolto nelle vicinanze dopo il martirio. In origine fu chiamata logicamente Porta Appia, nome che perdurò fino al XII secolo, in quanto nuovo accesso alla città dalla via Appia dopo la costruzione delle Mura Aureliane nel 273.

Via di Porta San Lorenzo

Via di Porta San Lorenzo, Roma.


Detta anche Porta Taurina per la decorazione a bucranio marmoreo scolpito sulla chiave dell’arco, l’antica Porta Tiburtina venne creata da Aureliano sfruttando un fornice di un acquedotto, come ingresso alla città della via Tiburtina.

Nel Medioevo prese il nome di Porta Sancti Laurentii, per la vicina basilica di San Lorenzo fuori le Mura. 

Pianta di Roma antica, 1792

Pianta di Roma antica del 1792.

Via del Tempio della Pace

Via del Tempio della Pace, Roma. 
Il Templum Pacis fu realizzato da Vespasiano tra il 71 e il 75 d.C. per commemorare la vittoria sui Giudei e la conquista di Gerusalemme ed era considerato tra i monumenti più belli e ricchi di opere d’arte della città. 

Via Claudia

Via Claudia, Roma. 
Il toponimo riprende il nome dal Claudianum, il tempio dedicato al maggior esponente della gens Claudia, l’imperatore Tiberio Claudio Druso (10 a.C.-54 d.C.), fatto avvelenare dalla moglie Agrippina per assicurare il trono al figlio Nerone: Agrippina volle eternare la memoria del marito erigendo lo splendido tempio sul Celio.

Piazza dell'Esquilino

Piazza dell'Esquilino, Roma.
L’origine del nome del colle Esquilino è varia e controversa: si afferma che gli exquilini erano gli abitanti della fascia suburbana, per distinguerli dagli inquilini che risiedevano nell'Urbe, e si pensa a un dendronimo derivato da aesculi (eschi), arbusti di leccio cari a Giove; una terza ipotesi è che derivi da excubiae, le guardie che venivano mandate da Romolo per difendersi dalle insidie dei Sabini di Tito Tazio.

Vico Jugario

Vico Jugario, Roma. 
L’antico vicus Iugarius univa la valle del Foro con il Tevere, costeggiando le propaggini del Campidoglio e la palude del Velabro. Il nome potrebbe derivare da un vicino altare di Iuno Iuga, protettrice delle nozze e del vincolo coniugale. 

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Via dei Condotti

Via dei Condotti, Roma.
Il toponimo sarebbe riferibile alle tubature dell’acquedotto dell’Aqua Virgo, fatte derivare da papa Gregorio XIII dal Bottino dell’Acqua Vergine ai piedi del Pincio. Le condutture, che nel XVI secolo diedero il nome alla via Conductorum, alimentano ancora oggi la Fontana di Trevi. 

Piazza di Sant'Eustachio

Piazza di Sant’Eustachio, Roma.
Mentre era a caccia sui monti Prenestini della Mentorella, Placido, comandante dell'esercito romano sotto Traiano, s’imbatté in un maestoso cervo bianco che, al momento di abbatterlo, mostrò fra le corna una croce luminosissima con l’immagine del Cristo; scosso dal miracolo, Placido si convertì insieme alla sua famiglia e, battezzato, prese il nome di Eustachio. Anni dopo, l’imperatore Adriano, quando si accorse della conversione, fece esporre Eustachio e la famiglia a un leone; la belva però non osò toccarli, chinando la testa in segno di rispetto. L’imperatore allora li fece chiudere dentro un toro di bronzo incandescente: morirono all’istante, ma i corpi furono estratti intatti dopo la tortura. La chiesa è ricordata dal V secolo, e secondo tradizione sorse sul luogo della sepoltura e della sua casa.
La testa di cervo sormontata da una croce è tuttora simbolo del rione Sant’Eustachio.

Via di Monte Tarpeo

Via di Monte Tarpeo, Roma.
La Rupe Tarpea e la sua etimologia sono riconducibili alla tradizione della vergine Tarpeia, figlia di Spurio Tarpeo, comandante delle guardie del Campidoglio, la quale fece entrare nella città assediata il sabino Tito Tazio e le sue milizie, in cambio di «ciò che egli e i suoi soldati portano al braccio sinistro», intendendo i loro bracciali d’oro: Tazio, una volta arrivato sul Campidoglio, fece uccidere la traditrice schiacciandola sotto il peso dei loro scudi, «ciò che egli e i suoi soldati portavano al braccio sinistro». Il corpo della ragazza venne poi gettato dall’alto della rupe, che da quel momento in poi venne usata per giustiziare i traditori.

Via del Portico d'Ottavia

Via del Portico d’Ottavia, Roma.
Con il termine Porticus Octaviae viene indicato il monumento dedicato da Augusto a sua sorella Ottavia nel 27 a.C., che sostituì la vecchia Porticus Metelli, il complesso di portici che inglobava due templi: Iuno Regina del 179 a.C. e Iuppiter Stator del 143 a.C.

Via del Foro Piscario

Via del Foro Piscario, Roma.
Nel Medioevo la chiesa di Sant’Angelo in Pescheria venne anche detta "in forum piscium", per il mercato del pesce che fino a metà del XIX secolo si teneva nella zona: il toponimo riprende il nome del Forum Piscarium, che Varrone posizionava in questa zona, «secundum Tiberim».

Via di Valle Murcia

Via di Valle Murcia, Roma.

Il nome della valle tra l’Aventino e il Palatino deriva da Murcia, divinità arcaica venerata in un sacellum alle pendici nord dell’Aventino, in rapporto etimologico con i mirti che avrebbero coperto l’Aventino.
La valle verrà in seguito bonificata per la costruzione del Circo Massimo.

Via delle Terme di Caracalla

Via delle Terme di Caracalla, Roma.
Le grandi terme imperiali, fatte costruire da Caracalla tra il 212 e il 217 con il nome di Thermae Antoninianae, danno il nome alla grande via aperta tra il 1937 e il 1940, riprendendo peraltro il tracciato di parte della passeggiata archeologica del 1912, nei lavori dell’espansione della città verso il quartiere EUR.